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La
pianta del caffè è un arbusto sempreverde che matura mediamente nell’arco di
7/9 mesi, dopodichè deve essere raccolta. Cresce nelle zone equatoriali e
tropicali dove c’è un clima caldo-umido e temperature intorno ai 25°. Il
caffè è una pianta che germoglia a ciclo continuo (dopo ogni pioggia); ciò
comporta che da una parte ciliege mature stiano accanto a ciliege acerbe e
che dall'altra il raccolto sia disomogeneo presentando chicchi troppo maturi
o troppo acerbi.
Negli ultimi decenni l'industrializzazione della raccolta ha favorito la
diffusione dello stripping, (un
metodo di raccolta delle ciliege che non tiene conto del diverso grado di
maturazione della drupa). Onde evitare la raccolta di ciliege di caffè
troppo mature e fermentate il metodo di raccolta più accurato, anche se più
oneroso, rimane quello denominato picking
(raccolta a mano delle sole ciliege mature).
Per quanto riguarda l'origine del caffè, si può solo
dire che è legata alle colorite e suggestive leggende di cui qualcuna potrebbe
nascondere un pizzico di verità.
Una racconta che
la patria d'origine della Coffea Arabica (la pianta del caffè) è la regione di
Caffa, in Abissinia dove si attribuì la scoperta del caffè. Un'altra
ad un piccolo gregge di capre.
Alcuni
pastori dello Yemen, infatti, notarono che le loro greggi erano insolitamente
irrequiete dopo aver brucato certe bacche rossastre. Riferirono la cosa ai
monaci di un vicino convento i quali recatisi sul luogo raccolsero le foglie e
le bacche e per curiosità ne prepararono degli infusi, che bevvero. Con loro
meraviglia furono pervasi da un tale rinvigorimento da non provare la consueta
stanchezza e sonnolenza di sempre. Compresero ben presto che con quelle
bacche abbrustolite si poteva preparare una bevanda "nera come l'inferno" che
aveva il potere di scacciare il sonno, e la usarono per affrontare meglio le
veglie di mezzanotte per le rituali preghiere. Il caffè venne dunque considerato
un dono del Cielo, perchè aveva il potere di tenere deste le menti e di acuire
le attività del pensiero.
Persino Omero è stato scomodato, avendo riconosciuto in uno
dei suoi canti dell'iliade, dove si parla del "Nepente" giunto dall'Egitto, il
miracoloso succo (caffè) contro i dispiaceri, i rancori e la memoria del
dolore che la bella Elena di Troia aggiunse al vino per asciugare le lacrime
degli ospiti alla mensa di Menelao.


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