PIANETA BAR di Lucisano Domenico
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IL CAFFE': le origini...la storia...la leggenda...

 

 

       

 

La pianta del caffè è un arbusto sempreverde che matura mediamente nell'arco di 7/9 mesi, dopodiché deve essere raccolta. Cresce nelle zone equatoriali e tropicali dove c'è un clima caldo-umido e temperature intorno ai 25° C. La pianta germoglia a ciclo continuo (dopo ogni pioggia); ciò comporta una parte di ciliege mature affiancate a ciliege acerbe e quindi anche il raccolto risulta disomogeneo, presentando chicchi troppo maturi o troppo acerbi.

Negli ultimi decenni, l'industrializzazione della raccolta ha favorito la diffusione dello "stripping", un metodo di raccolta che non tiene conto del diverso grado di maturazione della drupa. Onde evitare raccolta di ciliege di caffè troppo mature e fermentate il metodo di raccolta più accurato, anche se più oneroso, rimane quello denominato "picking" (raccolta a mano delle sole ciliege mature).

Per quanto riguarda l'origine del caffè, si può solo dire che è legata alle colorite e suggestive leggende, tra cui qualcuna potrebbe nascondere un pizzico di verità.

Una racconta che la patria d'origine della Coffea Arabica (la pianta del caffè) è la regione di Caffa, in Abissinia area a cui sarebbe attribuita la scoperta del caffè.

Un'altra ad un piccolo gregge di capre: alcuni pastori dello Yemen, infatti, notarono che le loro greggi erano insolitamente irrequiete dopo aver brucato certe bacche rossastre. Riferirono la cosa ai monaci di un vicino convento i quali, recatisi sul posto, raccolsero le foglie e le bacche e per curiosità ne prepararono degli infusi, che bevvero. Con loro meraviglia furono pervasi da un tale rinvigorimento da non provare la consueta stanchezza e sonnolenza di sempre. Compresero ben presto che con quelle bacche abbrustolite si poteva preparare una bevanda "nera come l'inferno" che aveva il potere di scacciare il sonno e utilizzabile per affrontare meglio le veglie di mezzanotte per le rituali preghiere. Il caffè venne dunque considerato un dono dal cielo, perché aveva il potere di tenere deste le menti e di acuire le attività del pensiero.

Persino Omero è stato scomodato, avendo riconosciuto in uno dei suoi canti dell'Iliade, dove si parla di "Nepente" giunto dall'Egitto, il miracoloso succo (il caffè appunto) contro i dispiaceri, i rancori e la memoria del dolore che la bella Elena di Troia aggiunse al vino per asciugare le lacrime degli ospiti alla mensa di Menelao.

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

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